artekreativa  teatro  ASPETTANDO PENELOPE


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ASPETTANDO PENELOPE

Testi:  Serena Damiani
Regia:  Serena Damiani e Marco Tullio Dentale
Allestimento scenico con opere di Marco Tullio Dentale
Musiche: Mauro Fratini
Interpreti: Serena Damiani, Helga Dentale, Marco Tullio Dentale, Fabio Filippi, Mauro Fratini


Amanti, guerriere, madri, impegnate, creative, sognanti, streghe, sorelle, dolci, acide
fantastiche donne


    Le donne attendono. Il tempo delle donne batte un ritmo tutto suo, dilatato e dolce, avvolgente e  segreto. Chi aspetta il principe azzurro con gli occhi sognanti e chi aspetta i clienti lungo un marciapiede sotto la luce di un lampione, chi aspetta un figlio e chi attende il ritorno di un uomo troppo assente. Un modo assolutamente diverso ed originale per raccontare il mondo delle donne.
    Frammenti di storie, profili e ritratti per delineare un immaginario femminile dove il tempo scandisce sentimenti, idee, desideri. Un viaggio dove sorriso, sentimento, ironia, riflessione, realtà e sogno trovano spazio e voce.
    Una formula di spettacolo suggestiva e coinvolgente, dove recitazione, musica, movimento canzone d'autore si miscelano e si fondono su una scenografia composta da pitture e culture contemporanee.

 
    Quando ho scritto questo spettacolo, tutta la mia attenzione era centrata sul tema del  tempo. Penso che le donne abbiano con il tempo un rapporto unico, diverso, particolare.

    Per storia e cultura le donne sono state abituate ad aspettare. C’era sempre qualcosa da aspettare. Qualcuno che doveva arrivare, tornare, partire. Il mondo sembrava muoversi solo sotto i piedi di chi andava, partiva, scopriva, mentre si fermava lento nel dilatarsi dell’attesa. Ma le attese non hanno reso le donne inermi, smarrite, inadeguate. Non erano come chi partiva le immaginava: donne sole, indifese, senza punti di riferimento se non l’arrivo o ritorno di. Il vuoto del tempo di un’attesa diventava un tempo creativo, dove pensare, ragionare, sognare. Tempo di progetti, desideri, immaginazione. Un tempo dove lanciare il cuore e la mente lontano e viaggiare senza vincoli e senza limiti.

    Mia madre passava molto tempo seduta accanto alla finestra. La guardavo da bambina e nel suo sguardo leggevo orizzonti e cieli. Le sue dita a volte si muovevano sul vetro della finestra e mi sembravano contare le onde di mari azzurrissimi. Seduta davanti a quella finestra, ho visto mia madre viaggiare. Andare in luoghi e tempi che la sua fantasia sceglieva. Viaggiava nel tempo e nello spazio. Andava avanti e indietro con la memoria e la fantasia. Guardando mia madre, seduta accanto ad una finestra, ho imparato a contare un tempo senza ore e lancette, senza frette e ritardi.              
    Un tempo unico ed assoluto: il tempo delle donne.

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