Leggendo le poesie di Massimiliano Finelli abbiamo immaginato uno scenario metropolitano. Traffico, rumore, grandi palazzi grigi, distanze incolmabili che dividono le persone. camminando fra le strade di questa città, Massimiliano lascia che persone e personaggi raccontino frammenti di vita. Una punteggiatura asciutta a volte assente, sicuramente personale. Una scelta linguistica diretta e non salottiera. Un affresco alla Basquiat tradotto in versi. Un sentimento naif affiora con piccoli tratti alla Ligabue. E così in queste poesie, le immagini si confondono con i sentimenti. Le parole si colorano di emozioni e colorano la realtà di speranza. Ampie campiture si susseguono ad esili linee che esplorano lo spazio e la mente.
E poi flash quotidiani. Un divano dal quale distesi si può guardare un buco nel cielo. un barbone che dorme in un parco. una bambina che gioca. Massimiliano racconta questo: una metropoli confusa e caotica dove con attenzione, se vuoi, puoi ancora trovare angoli di poesia.
Serena Damiani e Marco Tullio Dentale